I Lavoratori Agile Ex Eutelia (ex Gruppo Omega) - Sede di Pregnana Milanese
Dal 4 novembre 2009, noi lavoratori di Agile ex Eutelia
(Gruppo Omega), siamo in
lotta per il posto di lavoro ed in presidio con assemblea permanente presso
tutte le nostre sedi aziendali.
La
vicenda di AGILE ex Eutelia e del gruppo OMEGA in breve
Letta durante lo spettacolo di Dario Fo.
Questa sera è in
corso presso la Presidenza del consiglio dei Ministri l’incontro tra esponenti
del governo e le OO.SS. per la situazione del gruppo Omega, dopo le dimissioni
dei principali manager e presumibilmente azionisti: Sebastiano Liori e Claudio
Marcello Massa. Ci attendiamo che, oltre alle amministrazioni locali che hanno
dimostrato solidarietà, la politica governativa l’unica con veri poteri e che è
rimasta indifferente per tre anni e mezzo alla nostra vicenda, possa trovare un
percorso che tramite l’Amministrazione Straordinaria ed eventuali nuovi ed
affidabili proprietari possa portarci fuori da questa condizione. Dopo tre anni
e mezzo di distruzioni difficilmente credo che possiamo aspettarci un happy end
da commedia americana, sappiamo che il nostro futuro sarà comunque difficile e
non semplice, ma deve terminare il dramma di 10.000 famiglie senza stipendio da
mesi e di 1.200 lavoratori Agile licenziati ora, ai quali potrebbero seguirne
altri a breve nel gruppo Omega.
I presupposti per un salvataggio ci sono: professionalità, contratti importanti,
la determinazione dei lavoratori di rilanciare l’azienda con un management
serio, onesto e valido. Quei lavoratori che hanno portato il loro volto, il loro
corpo, la loro anima per le piazze e le strade della propria città e di altre
più lontane: a Roma, ad Arezzo, a Siena.
Fare la cronistoria di questi tre anni e mezzo richiederebbe una serata intera,
e forse un giorno dovremo farlo, per comprendere come avventurieri possano
indisturbati ed anche in modi legali, depredare delle aziende. E molte cose sono
ancora da capire, solo un ente esterno che possa entrare nei libri contabili
potrebbe dare una visione completa. Oggi ci sono due tribunali che stanno
indagando. Arezzo dal maggio del 2008, che ha mosso pesanti capi di imputazione
alla famiglia Landi per la gestione negli anni dal 2002 al 2006 e dovrebbe
chiudere le indagini tra poco, il tribunale di Milano che ha aperto settimana
scorsa un fascicolo.
La storia di cui parliamo è tra due date significative
Inizio: Maggio 2006 Eutelia e la sua principale azionista Finanziaria Italiana
della famiglia Landi, tramite una loro società Eunics con capitale sociale 7
milioni acquistano tutte le attività e gli asset di Getronics Italia. A dicembre
Eunics acquisterà con le stesse modalità Bull Italia. Artefice dell’operazione
Samuele Landi.
Termine 10 novembre alle ore 5 Samuele Landi con azione squadrista irrompe nella
sede Agile di Roma presidiata dai lavoratori. Da li a poco gli eventi
precipiteranno con le dimissioni degli amministratori di Agile. Nel bene
(quale?) e nel male (tanto) è Samuele a segnare questa storia.
Chi è il capitano, forse meglio definirlo un vampiro, personaggio molto
intelligente, con forti capacità comunicative, determinato nei propri obiettivi
di arricchimento immediato personale e della famiglia, totalmente spregiudicato,
indifferente alle regole ed alle relazioni sociali e portato allo scontro con
chi resiste alle azioni. Fonda la società telefonica plug.it. Comincia a fare
soldi con i numeri premium, in particolare quelli hard, con i dialer che si
attivano fraudolentemente a chi si collegava a particolari siti internet, fonda
società all’estero, che secondo il PM Rossi utlizza per frodi fiscali.
Quando inizia lo sboom della telefonia e sono in vendita per pochi euro aziende
telefoniche con importanti asset di rete li acquista, li depreda, pratica il
mobbing generalizzato per far uscire i dipendenti. Si quota in borsa acquistando
una scatola vuota NTS, poi rinominata Eutelia. Manovre speculative e la Consob
tace.
Tutto va a gonfie vele. Allunga il passo acquistando Getronics e Bull, non
sapendo niente di informatica, salvo banali e arretrate conoscenze. Cosa lo
spinge? Decine di milioni di cassa disponibile e asset importanti come la sede
di Pregnana, da portare nelle società di famiglie, quali Finanziaria Italiana, o
da utilizzare per scopi personali. Si parla di viaggi, voli, arredamento per il
proprio castello.
Per coprire le proprie azioni, da vero showmen inscena una abile commedia, che
per noi sarà un film dell’orrore. Critica le precedenti proprietà, dicendo che
erano dei profittatori!!!, attua una stressante riduzione dei costi a discapito
di efficienza dell’azienda, azzera la formazione, dice che in azienda c’erano
fannulloni che bisogna far lavorare, che alcuni lavoratori avevano commesso
volontariamente in passato gravi irregolarità causando ingenti danni
all’azienda, non riconosce il ruolo del sindacato.
Ovviamente senza che venga prodotto uno straccio di piano industriale.
La drammatizzazione scenica ha un progressivo crescendo. Prima l’introduzione di
procedure che sommergono di ordini di servizio i dipendenti, come se fossero gli
addetti di un call center e non professionisti che erogano servizi altamente
professionali e sviluppano progetti per i più rilevanti clienti privati e
pubblici italiani. E chi non rispetta il numero minimo di planning chiusi,
riceve nota di non conformità, che andrà sicuramente a incidere sulle
valutazioni del dipendente.
La riduzione dei costi è estremizzata. Non si spende perché i soldi devono
prendere altre strade…….
Poi si passa al licenziamento di lavoratori di Napoli, Roma e Bari, quelli che
avevano causato danni. I tribunali, ai quali si rivolgeranno i lavoratori
dimostreranno la falsità delle accuse. Non importa. Serviva per creare un clima
di terrore. Si salva solo chi si mette dalla parte di questo signorotto feudale.
Dopo le inevitabili proteste e lotte dei lavoratori, Samuele prosegue. Confina i
delegati RSU nel feudo di Arezzo, facendo installare antenne a colleghi
cinquantenni, la maggior parte dei quali non aveva esperienza tecnica. E
fioccano le non conformità. Due delegati si oppongono e vengono licenziati. Il
tribunale li farà riassumere velocemente e condanna l’azienda per pratiche
antisindacali.
Intanto milioni di euro migrano verso Finanziaria Italiana. La stessa poi
acquista da Eunics l’aera di Pregnana ad un prezzo sicuramente inferiore al
valore di mercato e con l’obiettivo di future speculazioni immobiliari.
I dati di bilancio del primo semestre 2007 danno un’azienda in utile.
Apparentemente. La correttezza del bilancio 2007 sarà contestata dalla Consob
con colpevole ritardo solo a Novembre 2008.
Inutile riportare le ambiziose parole di sviluppo industriale spese nel 2007 dai
Landi. La cassa ancora consistente che Eunics ha portato in Eutelia, con la
quale si era fusa, verrà utilizzata non sulla base di un piano industriale serio
ma solo per investimenti che loro considerano speculativi e soprattutto
all’estero. Si abbandona l’obiettivo del Wi-Max (una tecnologia che consente
l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili) in Italia e si
va a creare un operatore mobile in Polonia, Mobyland, con l’obiettivo poi di
rivendere delle quote lucrando un guadagno. Finiranno con grosse perdite
Mobyland ed atre operazioni quali l’acquisto di una società europea attiva nelle
carte telefoniche prepagate. Il TFR dei lavoratori ex Eunics si sta disperdendo.
Ma se la parte predatoria del cervello dei Landi è consistente, quando si
avventurano in pseudo imprese industriali la loro capacità si dimostra nulla. La
gestione aziendale di Eutelia è inesistente e il piano industriale presentato è
pieno di dati sbagliati e sciocchezze. I Landi abbandonano i clienti e solo la
responsabilità, la professionalità e l’impegno dei dipendenti riescono a far
sopravvivere tuttora commesse importanti.
A fine 2007 si comincia a manifestare la crisi dei conti, anche per le
forti svalutazioni che la società di revisione impone. Il 2008 i Landi fanno
operazioni di facciate con cambio di AD e l’entrata nel CdA di personaggi di
rilievo nazionale. Ma non servono a fermare la crisi. A luglio c’è un accordo
per contratto di solidarietà su 2.000 dipendenti, dopo una iniziale richiesta di
800 casse integrazioni. Samuele ritorna AD, ma la famiglia, che continua
indisturbata nell’utilizzo personale della cassa di Eutelia, non riesce ad avere
un minimo controllo della situazioni. Le lotte dei lavoratori proseguono nel
2008, si appellano vanamente al MiSE, che lascia indisturbati i Landi e non
riesce, o non ha interesse, ad un’azione incisiva.
Le criticità finanziarie di Eutelia, siamo ad un anno fa, preoccupa le banche,
che nel pieno della crisi finanziaria mondiale, devono poter rientrare dei
propri crediti, in particolare di quelli a forte rischio. MPS, entra nel CdA con
due importanti personaggi ed assume il controllo dell’azienda. Il Piano di
dismissione della divisione IT, annunciato a gennaio 2009, non può non vedere
complice il MPS.
Arriviamo alle recenti cronache. 2000 lavoratori buttati a mare, per salvare un
po’ di crediti delle banche, senza che esistesse nessuna manifestazione di
interesse da parte di acquirenti.
Cinque mesi alla deriva, cinque mesi nei quali i lavoratori saranno nelle
strade, ad Arezzo davanti alla sede di Eutelia, davanti alle sedi dei Comuni,
delle Province, delle Regioni, del Ministero dello Sviluppo Economico per
rivendicare il loro diritto al lavoro. A Maggio Pizzichi di MPS diventa
presidente di Eutelia e decide che Eutelia non può aspettare oltre. Infila in
una società controllata, Agile, di poco più di 150 persone, tramite cessione di
ramo 2000 persone della divisione IT e il 15 giugno vende Agile ad Omega, che
avrà il compito di killeraggio sociale, chiudere Agile e licenziare i
lavoratori.
Arrivano i Liori e Massa. Se Samuele è uno squalo, questi sono piccoli pesci che
girano in acque torbide tra le pieghe del malaffare e di certo cabotaggio
politico; articoli di stampa riportano legami con Dell’Utri. In particolare
Antonangelo che non appare ufficialmente, perché pluricondannato e radiato dal
ricoprire cariche sociali, ma cercherà di succedere come showmen a Samuele. Ma
loro presenza in scena dura poco. Prima di Agile, tentano in Omnia altra società
in crisi, presente in borsa, ma con le quotazioni sospese per bilanci non
certificati. Liori entrato in marzo viene cacciato in agosto.
Anche in Agile durano sei mesi. Il gioco delle menzogne e delle promesse di
grandi prospettive dura un mese. Acquistano Agile il 15 giugno e a metà luglio
faticano a pagare lo stipendio di giugno. Il piano industriale lo faranno,
dicono, a metà settembre. I lavoratori capiscono che Liori e Massa devono fare
la pulizia per conto di Eutelia e MPS. Contestano la cessione di ramo di azienda
da Eutelia ad Agile. I lavoratori assistono ad un copione già vissuto, ma tutto
concentrato in pochi mesi. Passano poche settimane e la situazione riprecipita.
Dopo un kick-off commerciale fatto solo di sceneggiate ed un iniziale ed
inconcludente attivismo tutto rimane fermo.Nuove risorse non vengono immesse. I
fornitori non sono pagati da mesi, gli stipendi non arrivano. La proprietà non
si sa chi sia, è una serie di scatole cinesi, che rimandano a società fantasma
residenti a Londra.
La prima azione di lotta dei lavoratori è contestare la cessione ad Agile.
Liori e Massa cambiano i manager, che però non vengono messi nelle condizioni di
operare per mancanza di strategie e di risorse economiche ed alcuni si dimettono
poco dopo.
A settembre al ritorno dalle ferie lo stipendio di luglio non è pagato.Scioperi
e manifestazioni Roma in concomitanza degli incontri ministeriale, ai quali
l’azienda non sempre si presenta. A fine settembre Agile al Ministero si impegna
a pagare gli stipendi.
Ai primi di ottobre sono pagati gli stipendi di luglio e viene confermato
l’impegno dell’azienda di pagare entro il 23 ottobre agosto.
Nel frattempo Omega acquista altre aziende di vari settori: turismo, trasporti,
ma soprattutto call center la più grande Phomemedia con 6.500 persone. Nelle
mani di avventurieri sono 10.000 persone, tutte con due o tre mesi senza
stipendi.
Il 22 ottobre invece di presentarsi al MiSE e di pagare agosto, Agile attiva la
procedura per licenziare 1200 dipendenti. Partono i presidi delle sedi prima
Roma ed una settimana dopo Pregnana Milanese, Torino, Ivrea, Bari. La forte
lotta dei lavoratori porta la loro storia sui media. Il colpo è pesante per i
Liori e i Landi. Samuele irrompe con un azione squadrista nelle sede di Roma. La
condanna è unanime.
Samuele che aveva iniziato questa storia, in pratica con la sua azione ne
decreta la fine.
Si mobilitano ancora più fortemente i partiti. Tra gli esponenti
nazionali Di Pietro per primo è al fianco dei lavoratori si rivolge a Letta, il
quale ottiene un impegno dai manger di Agile far pagare gli stipendi, che però
l’azienda non manterrà. Si muovono pure importanti esponenti del PD e degli
altri partiti della sinistra. I lavoratori chiedono l’amministrazione
straordinaria, tramite una richiesta di stato di insolvenza presso il tribunale
di Roma, che fissa la prima udienza il 23 dicembre. Quasi settimanalmente
manifestazioni dei lavoratori percorrono Roma che culminano con la serata
dedicata da Annozero ad Agile, in contemporanea all’incontro presso Letta. Letta
richiede di nuovo che l’azienda paghi gli stipendi arretrati entro il 5
dicembre, prima di affrontare piani industriali. L’azienda non paga e si
dimettono Liori e Massa. Ci auguriamo che la politica assolva il suo compito
verso la nostra e le altre aziende in crisi e che in futuro faccia in modo che
non ci siano mai più altri Samuele Landi.