I Lavoratori Agile Ex Eutelia (ex Gruppo Omega) - Sede di Pregnana Milanese   

Dal 4 novembre 2009, noi lavoratori di Agile ex Eutelia (Gruppo Omega), siamo in lotta per il posto di lavoro ed in presidio con assemblea permanente presso tutte le nostre sedi aziendali.
 

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La vicenda di AGILE ex Eutelia e del gruppo OMEGA


La storia di Agile nasce nel giugno 2006, quando il ramo d’azienda della totalità della filiale italiana di Getronics viene acquisita per 1 euro dalla società “veicolo” Eunics con capitale sociale 7 milioni e partecipata da Eutelia al 35% e da Finanziaria Italiana al 65%. Eunics quindi non rientra nel bilancio consolidato di Eutelia, ma il 13 luglio Eutelia definisce con Finanziaria Italiana S,p,A, un contratto di opzione, a favore di Eutelia medesima, per l’acquisto della totalità delle azioni di Eunics SpA, da esercitarsi nell’esercizio 2008.

Eunics porta in dote 47 milioni di cassa, che in pratica è il TFR dei dipendenti.

L’Amministratore Delegato di Eunics è Samuele Landi e gli altri componenti del CdA sono lo zio Angiolo e i fratelli Raimondo ed Isacco; gli stessi sono, personalmente e soprattutto tramite altre società (tra cui Finanziaria Italiana), gli azionisti di riferimento ed amministratori di Eutelia. Il 21/12/2006 Eunics acquista il Bull Italia, che tra i vari asset porta l’area delle sedi di Pregnanza Milanese, di un’altra in provincia di Avellino e inoltre circa 7 milioni disponibili per incentivazioni all’esodo, a cui la società non darà poi seguito.

Perché un’azienda telefonica particolarmente attiva sui numeri premium a valore aggiunto e coinvolta in più occasioni nel fenomeno dei dialer, cresciuta soprattutto per linee esterne con l’acquisizione di Edisontel e Noicom, con una clientela prevalentemente nella fascia medio bassa del mercato decide di acquisire due aziende IT operanti prevalentemente su grandi clienti nei mercati Finance, PA, Telco, Servizi, Industria?


E’ subito chiaro che l’interesse di Samuele Landi non è per un’evoluzione offerta IT e per il mercato e clienti, ma è rivolto soprattutto alla riorganizzazione interna con una stressante riduzione di costi. La parola d’ordine è insourcing e fare tutto all’interno, anche a discapito di risultati ed efficienza. Viene ad esempio dismesso Sap ed al suo posto utilizzato l’applicativo gestionale di Eutelia, sufficiente per una bollettazione telefonica e attività semplici, ma inadatto ad un’azienda che fornisce servizi e sviluppa progetti ed applicazioni. La formazione viene drasticamente ridotta.

Intanto la cassa ed i beni cominciano a prendere altre strade. Poche settimane dopo l’acquisto di Bull, siamo intorno a febbraio 2007, la sede di Pregnanza Milanese, di valore per la vicinanza con la Fiera (ed oggi anche per il futuro Expo) viene venduta da Eunics, (i cui amministratori sono Samuele Landi e altri familiari) a Finanziaria Italiana (famiglia Landi) ad un prezzo pattuito tra le società. Si potrebbe sospettare che non ne abbia tratto vantaggio Eunics.

A giugno 2007 Eutelia acquisisce da Finanziaria Italiana il 65% di Eunics per 14 milioni di Euro, essendo stata valutata Eunics 21,6 milioni. La decisione presa dal CdA di Eutelia è stata supportata da una fairness opinion prodotta da KPMG. “Eunics ha raggiunto nei primi tre mesi un valore di ricavi consolidati di oltre 51,9 mln euro ed un utile netto di circa 2,7 mln. Al 31 marzo 2007 Eunics presentava una disponibilità di cassa per 30 mln euro.

La famiglia Landi quindi incamera nelle proprie tasche l’immobile di Pregnanza Milanese e vende ad Eutelia la sua partecipazione in Eunics con un notevole guadagno. Si svuota di valore Eutelia a scapito dei dipendenti e del mercato degli azionisti minori a vantaggio dei Landi, con operazioni poco chiare e trasparenti.


Dai “brillanti risultati” dei primi mesi del 2007 come si arriverà nel giro poi di un anno e mezzo a distruggere tutto ciò? Vediamo.

Ad Agosto 2006 il CdA di Eutelia ha deliberato la fusione che prevede l’incorporazione di Eunics in Eutelia. In Eutelia entra la cassa di Eunics.

Da quel momento comincia il declino della Ex Eunics, divenuta divisione IT di Eutelia.

A Maggio 2007 Eutelia aveva intanto acquisito dal gruppo Tele 2 al prezzo di 8,9 milioni C3 e Alpha Telecom, operanti a livello europeo nel mercato delle carte telefoniche prepagate.

Ad Aprile 2007 Eutelia sottoscrive un contratto di finanziamento per 30 mln con Centrobanca.

La riorganizzazione interna, gestita dal “capitano”, procede senza un vero e proprio piano industriale, ma sulle sue “intuizioni”, con risultati nulli. C’è solo una piatta gestione dell’esistente senza innovare e rilanciare i servizi in funzione dell’evolversi del mercato. La visione che Samuele Landi ha dell’azienda è rimasta quella di Plug It (come si chiamava inizialmente Eutelia, quando era un piccolo operatore telefonico). I lavoratori di Eunics, altamente qualificati, sono degli addetti e tutto viene gestito tramite procedure tipiche di un lavoro con attività semplici e di breve durata (es l’intervento di un tecnico per installare una linea telefonica). Non c’è, o forse non si vuole avere una cultura da azienda informatica. Con il pretesto delle procedure si è volutamente creare un clima di pressione con l’obiettivo di spingere i dipendenti a cercarsi un altro lavoro, lasciare l’azienda e quindi ridurre il personale, alla stessa maniera di quanto era avvenuto in Edisontel e Noicom.

Ma Samuele Landi va oltre. Si arriva ad un clima di terrore. Tra il novembre 2006 e la primavera 2007 vengono licenziati alcuni dipendenti di Napoli, Roma e Pregnana Milanese con la motivazione che avevano eseguito delle attività illecite, causando un grave danno economico all’azienda. I tribunali, ai quali i lavoratori si sono poi rivolti, hanno sentenziato l’infondatezza e la falsità delle accuse mosse. Iniziano le proteste dei lavoratori. I Landi proseguono con le azioni intimidatorie in particolare verso le rappresentanze sindacali. Numerosi rappresentanti delle RSU vengono pretestuosamente trasferiti ad Arezzo, l’azienda procede con il licenziamento di due delegati, che nel giro di poche settimane il tribunale del lavoro annulla, reintegrando i delegati in azienda.


I sindacati inoltre contestano in maniera particolare la mancanza di un reale piano industriale e di prospettive per l’azienda. La vertenza arriva a novembre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.


A settembre vengono acquisite, attraverso l’affitto di un ramo d’azienda, le attività di Enterprise Digital Architects, società fallita. Il 12 novembre però il nuovo curatore fallimentare revoca il contratto di affitto .

Nel corso del 2007 Eutelia ha comunicato in numerose occasioni di ritenere strategica l’acquisizione di licenze WiMax. A dicembre Eutelia invece investe 28 mln per l’acquisizione di una licenza mobile in Polonia e l’avvio dell’operatore Mobyland.

Continua a disperdersi il TFR dei lavoratori ex Eunics.


Il 2008 inizia con numerosi cambi di direzione. Eutelia non parteciperà alla gara del WiMax.

Viene cambiato il CdA e l’Ad è Felice Marano, che si definisce il quarto fratello..

Nel frattempo i conti cominciano fare acqua: errori di strategia industriale e bilanci non veritieri, come accerterà successivamente e con colpevole ritardo la Consob, che solo a novembre 2008 impugnerà il bilancio 2007. La nuova società di revisione non certificherà il bilancio del primo semestre 2008. In primavera, pochi mesi dopo l’ottimismo dei proprietari e il loro espansionismo soprattutto verso l’estero (è un caso?), scoppia la crisi, che era stata negata fino a qualche settimana prima. Viene richiesta la cassa integrazione, a cui seguirà un accordo sindacale per Contratti di solidarietà. Non volendo dire la verità, si imputano le difficoltà alla revoca del contratto EDA. La situazione diventa sempre più grave. La società è ormai senza guida con forti divergenze all’interno della famiglia Landi. Marano si dimette e riprendono le redini Angiolo e Samuele. Consiglieri quali Cerchiai, Monti e Bennati si dimettono.

Siamo ormai nella bufera. A maggio alcuni Landi ed altri manager sono indagati dalla Procura di Arezzo per reati finanziari e associazione a delinquere. I debiti salgono, le banche creditrici sono preoccupate ed in particolare il gruppo MPS, importanti esponenti del quale, Pisaneschi e Pizzichi, entrano a fine 2008 nel CdA e nel collegio dei sindaci revisori..

Viene fatto un accordo per la cessione di Mobyland a 34 mln, ma a dicembre fallisce la vendita. Verrà poi venduta il 13 luglio 2009 per 13 milioni con una perdita di 16 milioni.

Eutelia è ormai in mano alle banche che devono rientrare dei loro crediti. Si devono ridurre le perdite e smobilizzare quanto possibile.

A gennaio 2009 viene deciso di dismettere il settore IT (2.200 dipendenti), senza avere nessuna manifestazione di interesse da parte di compratori. Inizia il calvario senza prospettive e con i clienti che non possono più riconoscere in Eutelia all’azienda affidabile.

Ad aprile la Procura di Arezzo comunica l’avviso di chiusura dell’indagine.

La società di revisione non approva il bilancio 2008.

Il 30 aprile MPS tramite Leonardo Pizzichi, nominato presidente di Eutelia, prende formalmente le redini di Eutelia, anche se in pratica non poteva non essere partecipe delle ultime scelte.


Il consuntivo di questi tre anni per i lavoratori ex Eunics sono una gestione manageriale fallimentare, la perdita di molti clienti importanti, anche se resta ancora un significativo portafoglio ordini, la dispersione del loro TFR e di importanti asset andati rimpinguare le tasche dei Landi o per pagare assurde e fallimentari operazioni quali la creazione di Mobyland o l’acquisizione di C3 e Alphacom.

Chi restituirà ai lavoratori quanto è stato loro tolto?


Il 13 maggio Eutelia comunica di voler far confluire tutte le attività IT, in attesa della dismissione, nella società Agile Srl con sede a Potenza con capitale sociale 96.000 euro e partecipata al 100% da Eutelia. Agile originariamente opera nei servizi di call center per le Asl e conta oltre cento dipendenti.

I sindacati indicono giornate di mobilitazione e chiedono che sia aperto un tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE).

Il 15 giugno il MiSE convoca un incontro, nel quale molto probabilmente si sarebbe affrontata la questione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Eutelia non si presenta e comunica al ministero che nel pomeriggio, dopo la chiusura della borsa avrebbe emesso un importante comunicato. Eutelia aveva effettuato la cessione del ramo IT in Agile, che quindi si trova ad avere 2.160 dipendenti, ed aveva venduto Agile alla società Omega per 96.000€.

Omega, fondata da Pio Piccini e principale azionista, è una holding che possiede diverse società operative quasi esclusivamente nell’ambito dei call center. Non sono attualmente disponibili informazioni su Omega, perché da alcune settimane il sito internet è “oscurato”, presentando solo la home page con la scritta “under costruction”. Dalle informazioni precedenti risultava tra l’altro che alcune società sono partecipate dalle aziende clienti, quali la Confederazione Italiana Agricoltori e SDA. Tra i clienti principali TinIt di Telecom Italia. Omega possiede anche una piccola società IT, che ha realizzato un sistema di gestione documentale per la Pubblica Amministrazione.

Nella holding Omega sono allocate le attività di amministrazione, tesoreria, acquisti, personale per tutte le aziende del gruppo. Non si hanno notizie sulla situazione economica, risulta solo che ci sono stati problemi nel 2008 per la controllata Gemini.


La prima domanda è: se le attività originarie di Agile erano simili a quelle di Omega, oggi che però il business è prevalentemente IT, cosa c’entra Agile con Omega?

Pochi giorni dopo appaiono in Agile i manager di Omega. Pio Piccini è in posizione defilata ed invece chi si presenta come responsabile è Sebastiano Liori, senza però specificare con quale incarico.

S. Liori annuncia che la stessa Omega è stata in precedenza acquistata dalla società inglese Anglo American, alla quale si affiancherà successivamente Restform lmtd, entrambi inglesi con domicilio a Londra. Qualcuno li chiama “fondi”, ma poi si scoprirà che sono solo scatole vuote. Successivamente si scoprirà che tra le società inglesi ed Omega, c’è la società Libeccio.


Sebastiano Liori alcuni mesi prima era apparso sulla scena di un’altra azienda in grosse difficoltà finanziarie: Omnia Network (O.N.). O.N., presente sul listino della borsa di Milano, era sospesa dalle quotazioni, perché la società di revisione non aveva per più volte certificato il bilancio. L’azienda aveva necessità immediata di nuovi mezzi tramite un aumento di capitale. A marzo S. Liori, rappresentante in Italia della società austriaca Ticam organizza un’operazione finanziaria tramite la quale il pacchetto di azioni del 29%, detenuto tramite altra società da Tranchida e altri soci minori, vengono cedute a Ticam. Sembra che non ci stato un corrispettivo. Ticam si impegnava a sottoscrivere un aumento di capitale (adc) per la quota parte delle sue azioni per un importo di 12 mln, da versare entro sette giorni dalla delibera del CdA.

Successivamente le azioni sembra che sarebbero in ogni caso ritornate a Tranchida, anche nel caso che Ticam non avesse sottoscritto l’adc.

Il Consiglio di Amministrazione di O.N. veniva rinnovato. Uscivano Tranchida ed altri amministratori ed tra i nuovi entravano Sebastiano Liori e Claudio Gianettoni.. Il 15 giugno il CdA approva l’aumento di capitale, ma il 22 Ticam non versa i 12 mln. La motivazione sembra che sia stata che, ad una analisi più dettagliata dei conti successiva a marzo, la situazione finanziaria di O.N. era molto peggiore rispetto a quanto indicato all’inizio. I 12 mln di Ticam non sarebbero stati sufficienti a riportare il titolo di O.N. alla quotazione in borsa e quindi non ci sarebbe stato un ritorno dell’investimento da parte di Ticam, con il rischio di perdere tutto.

Il CdA di O.N. sollecita più volte il pagamento senza risultato e a fine luglio ottiene dal tribunale di Milano il decreto ingiuntivo verso Ticam. Sebastiano Liori non è riuscito a portare avanti l’operazione ed ai primi di agosto si dimette. Gianettoni lo segue qualche settimana dopo.

I mesi della gestione Liori inoltre non portano alcun nuovo piano industriale, non lasciano alcun segno, se non che l’immobilismo causa un ulteriore peggioramento. Non era stato prodotto alcun rinnovamento nell’azienda, né definiti indirizzi gestionali. Le intenzioni più significative furono espresse a metà luglio (periodo in cui la sua posizione comincia ad essere traballante) all’incontro presso il MiSE, dove S. Liori afferma che O.N. farà rete d’impresa con Agile ed il gruppo Omega. Intenzioni che non si sono concretizzate.


Ma torniamo ad Agile . Siamo quindi a metà giugno, quando per S. Liori sembra andare tutto a gonfie vele. Liori quindi si presenta in Agile. Afferma di voler riportare ad una situazione normale, per poi rilanciare l’azienda, e di disporre delle risorse economiche necessarie.

Incontra subito i sindacati per ristabilire normali relazioni, dopo che con Eutelia si erano fortemente deteriorate, e si dice disponibile ad un incontro al MiSE a tempi brevi. Il comunicato dei sindacati del 18 giugno dice:” I rappresentanti del Gruppo Omega SpA….hanno dichiarato che presenteranno a breve il piano industriale per il rilancio e lo sviluppo delle attività IT e che la nuova realtà entrerà in un network di imprese più grande, nell’intento di incrementare le attività oggi ereditate. Inoltre hanno dichiarato che al momento non intendono ricorrere ad ammortizzatori sociali e che, come prima cosa, è per loro importante conoscere a fondo l’azienda, le sue problematiche e le sue criticità. …si è deciso di procedere ad effettuare ulteriori incontri con le RSU direttamente sui territori.” Agile aveva già rinunciato agli ultimi 15 giorni di contratto di solidarietà.

Liori continua a parlare di rilancio, di corrette relazioni con i fornitori, di pagare le pendenze pregresse dei lavoratori


Il 9 luglio al MiSE l’azienda si presenta senza un piano industriale, che si impegna a definire entro il 15 settembre, non dice quale sia la catena di controllo della società, ma afferma che il piano finanziario è sostanzialmente fatto con consistenti linee di credito, che sarà realizzato un network di imprese e che si guarda con interesse al decreto Sacconi.

Afferma che non ci sono problemi per il pagamento degli stipendi e degli arretrati e che non ci sono problemi sul fronte fiscale e contributivo: dichiarazioni che si dimostreranno false.

Non emerge un quadro industriale, non esistono elementi che possano far pensare che vi siano alcune linee guida. Tutto si basa su aspetti organizzativi e sulla possibilità di utilizzare benefici che lo stato metterebbe a disposizione per il rilancio delle aziende.

Appare chiaro che Omega non ha alcun progetto su Agile, se non di gestirne la chiusura. Il 15 luglio i sindacati contestano una serie di anomalie nella cessione del ramo IT di Eutelia ad Agile e si riservano di adire ad eventuali azioni legali a tutela dei lavoratori.


E’ passato un mese dall’acquisizione, ma l’azienda è ferma. A dirigerla, oltre a Sebastiano Liori, sono il fratello Antonangelo e Claudio Massa, amministratore unico. Pio Piccini apparirà in poche occasioni per poi sparire. Chi a luglio invece appare molto attivo è Antonangelo. Le ricerche sul Web portano a notizie infauste. Antonangelo ha subito numerose condanne, tra le quali una per bancarotta fraudolenta. Sembrerebbe essere lui l’ispiratore dell’operazione di acquisto di Agile ed è lui il riferimento per il management. Si muove anche verso l’esterno, incontrando partner e fornitori.

L’attivismo dei Liori ha l’apice nel kick off della divisione commerciale, organizzato dal 17 al 19 luglio a Sorrento. A quel momento tutto il management precedente è confermato e ripropone le linee di offerta e vendita della vecchia Eutelia. Antonangelo sembra essere il personaggio principale, afferma che l’azienda sarà rilanciata per essere la numero uno in Italia, che le risorse economiche non mancano per iniziative volte a sviluppare il business. Grande show, ma in concreto nessuna iniziativa. Solo fumo per nascondere le vere intenzioni, che saranno quelle di smantellare la società.

E infatti in azienda appaiono segnali evidenti del peggioramento. Gli stipendi di giugno, uno di Eutelia per le prime due settimane ed uno di Agile per le altre due, non vengono pagati regolarmente. Agile ritarda qualche giorno, mentre Eutelia, dopo sollecitazioni e proteste, regolarizza a a fine mese. I rimborsi spese del periodo Eutelia non vengono pagati. Non vengono regolarizzati i pagamenti con i fornitori, che hanno crediti scaduti da minimo quattro mesi. Ogni settimana si parla di presentare ipotetici piani di rientro, che però Claudio Massa, divenuto amministratore unico di Agile, blocca. Agile perde la gestione contabile della cassa e dei fornitori, che viene accentrata in Omega.

Appare la sostanza di un’operazione che ha il solo scopo di togliere ad Eutelia 2.000 persone, il futuro delle quali è ormai totalmente incerto, e che nel caso di fallimento non possono contare sul valore di beni della società, come è invece per Eutelia l’importante asset di 12.500 km di fibra ottica e proprietà immobiliari. I sindacati contestano la cessione del ramo IT di Eutelia in Agile promuovono un’azione dei dipendenti verso Agile ed Eutelia, per riservarsi il diritto di chiedere il reintegro in Eutelia. Ai primi di agosto partono mille richieste.

Al 10 agosto l’azienda paga pochi stipendi relativi a luglio e Massa scrive una mail ai dipendenti che non verranno pagati i dipendenti che hanno fatto la lettera, perché secondo la sua logica non è corretto pagare chi ha chiesto di passare ad altra azienda. Massa, il contabile, prende le vesti del provocatore, cerca di spaccare i lavoratori, chiede di ritirare la richiesta. E continuerà in seguito in questo ruolo. Al ritorno dalle ferie la situazione è sempre più immobile. Omega non immette liquidità, i fornitori continuano a non essere pagati e solo alcune e poche situazioni di estrema gravità vengono gestite. I pagamenti dalla Pubblica Amministrazione non arrivano perché Agile non è in regola con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), relativo ai versamenti Inps ed Inail. Le modalità operative della cessione di Agile ad Omega si mostrano lacunose. La comunicazione ai clienti sul trasferimento dei crediti ad Agile non sono chiare e alcuni clienti continuano a pagare Eutelia, che poi con difficoltà e ritardi trasferisce ad Agile.

A settembre sale la pressione dei lavoratori per il pagamento degli stipendi e dei rimborsi spese. Iniziano gli scioperi e le manifestazioni, che arrivano a modalità forti. L’azienda latita, non dà risposte, sfugge al confronto con i sindacati. A Roma l’8 settembre i lavoratori presidiano fino a tarda sera la sede di Omega dove è presente il nuovo presidente Claudio Gianettoni, successivamente il 10 settembre presidiano gli uffici Agile di Roma con Isacco Landi del CdA di Eutelia, che esce dalla sede dopo alcune ore. A Pregnanza Milanese il 16 viene occupata per un’ora la stazione ferroviaria con blocco del traffico dei treni.


S. Liori e Massa tentano di dare un’apparenza di riorganizzazione scegliendo nuovi manager, alcuni dall’interno altri dall’esterno di provenienza O.N., usciti probabilmente forzatamente. I manager che avevano organizzato il kick off di luglio vengono rimossi. Pio Piccini sparisce. Ma l’azienda è ferma e senza guida, i nuovi manager non hanno strumenti, non dispongono di liquidità e probabilmente in alcuni casi non ci sono le competenze per gestire un’azienda di servizi IT. Uno degli aspetti più drammatici è la mancanza del DURC, necessario verso la Pubblica Amministrazione per partecipare ai bandi, per sottoscrivere contratti di bandi gara vinti e per riscuotere i pagamenti delle fatture. Cominciano le disdette dalla PA, si perdono contratti anche di milioni di euro per mancanza del DURC. Anche i clienti privati (Cedacri, Fiat) annullano i contratti perché l’azienda si dimostra totalmente inaffidabile, non pagando stipendi, rimborsi spese ai dipendenti e i fornitori, le cui forniture sono indispensabili per il servizio. I clienti non possono accettare di mettere a rischio delle loro attività, perché Agile potrebbe non essere in grado di erogare il servizio. I vari top manager succedutesi (S. Liori, Piccini, Gianettoni) incontrano i clienti cercando di rassicurarli e promettendo la regolarizzazione della situazione e chiarimenti sull’evoluzione con nuovi piani industriali. Promesse e chiarimenti che non si concretizzeranno..

Su richiesta dei sindacati l’incontro previsto per il 22 settembre viene anticipato al 17, ma l’azienda non si presenta. I sindacati indicono comunque per quel giorno una manifestazione nazionale e l’incontro al Ministero si svolge senza la presenza dell’azienda. Il ministro Scajola emette un comunicato di forte critica verso la dirigenza Agile e la richiama a confrontarsi seriamente con le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali e centrali..

Al 22 c’è finalmente un nuovo incontro al MiSE, al quale parteciperanno il presidente Claudio Gianettoni e il nuovo responsabile delle relazioni industriali del gruppo Omega. Claudio Massa nelle ultime settimana non appare più, ma il giorno prima dell’incontro invia una lettera ai sindacati comunicando che sarà chiusa la sede di Napoli e i lavoratori saranno trasferiti alla sede di Prata di Principato Ultra in provincia di Avellino.

L’incontro al Ministero si apre con una forte tensione a causa della comunicazione di Massa, che viene considerata una provocazione. I sindacati pongono la pregiudiziale del ritiro del trasferimento. Gianettoni dice che non era a conoscenza e che non può annullare il trasferimento, perché non ne ha la potestà non avendo ancora accettato l’incarico. Alla fine sottoscrive l’annullamento. Ministero e sindacati chiedono chi comandi in azienda, chi siano i proprietari, per quale motivo sia stata acquistata Agile, chi siano i finanziatori, quale siano le disponibilità finanziaria. Gianettoni fa scena muta. Il piano industriale sono quattro slide generiche, totalmente povere di contenuti. L’unico dato è che 1.300 dipendenti non hanno lavoro. Per gli stipendi l’azienda si impegna entro il 2 ottobre a pagare luglio ed entro la terza settimana di ottobre le altre spettanze arretrate. Viene fissato per il 7 ottobre un’altro incontro al Ministero, che sarà poi rinviato al 23..Passano i giorni e gli stipendi di luglio non sono pagati. Nei giorni successivi i lavoratori di Pregnanza hanno due incontri con Gianettoni e ottengono il pagamento di luglio. Gianettoni promette a breve piano industriale, ma anche che saranno utilizzati ammortizzatori sociali. Da quel momento Gianettoni scompare e si dimettono dall’incarico i responsabili della tesoreria e delle relazioni esterne,

Mentre in Agile la crisi si acuisce, Omega continua ad acquistare nuove aziende e annuncia accorpamenti tra società. Sono acquistate aziende in grossa difficoltà dei più diversi settori: Phonemedia (call center), Visatur (turismo), So.ges.ter (trasporti) senza alcuna logica industriale. Come se ci fosse una committenza per portare alla liquidazione aziende in crisi e licenziare i lavoratori. Si scopre che S. Liori e Massa hanno numerosi incarichi come liquidatori di aziende in fallimento. Il MiSE convoca incontri anche per Phonemedia, i cui dipendenti hanno anch’essi ritardi di mesi nel pagamento degli stipendi. In una riunione al ministero Omega si impegna al pagamento degli stipendi fino a metà ottobre in tre tranche entro novembre. Ma successivamente cominciano a uscire notizie di aggravamento della situazione e di future riduzioni di personale.


Continuano le lotte e le manifestazioni. Il 2 ottobre corteo a Siena per protestare contro il Monte dei Paschi di Siena, una delle banche più esposte verso Eutelia e fortemente coinvolto nella gestione di Eutelia e nella cessione di Agile ad Omega. I vertici della banca incontreranno una delegazione dei lavoratori il 2 e il 5 ottobre.


La politica in questi ultimi anni aveva seguito la vicenda Eutelia con interpellanze parlamentari da parte dei partiti del centrosinistra, in particolare PD e IDV. A metà ottobre Di Pietro incontra i lavoratori a Torino e si impegna a sollevare la questione presso Gianni Letta, al quale scrive chiedendo un urgente intervento.

Le istituzioni pubbliche, in particolare le regioni dove ci sono insediamenti Agile, che avevano più volte espresso la solidarietà ai lavoratori Eutelia-Agile ed erano state presenti agli incontri al MiSE, sollecitano il governo ad affrontare urgentemente la questione, con l’eccezione di Regione Lombardia praticamente muta.

I lavoratori di Agile attendono il 23 ottobre per l’accredito in banca dello stipendio di agosto, ma l’azienda il 22 apre la procedura di mobilità per 1.193 dipendenti su un organico di 1.937. Ovviamente i soldi non arrivano e l’azienda comunica che non verrà all’incontro al MiSE. Scajola scrive un’altra lettera a Omega, alla quale Massa risponde in maniera provocatoria ed in qualche maniera ricattatoria.

I sindacati chiedono che siano annullati i licenziamenti, venga attivato immediatamente un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e sia fatto il pagamento degli stipendi.

I lavoratori e i sindacati decidono di praticare forme di lotta più drastiche. Il 28 ottobre la sede di Roma, che è condivisa con Eutelia, viene presidiata e le attività lavorative bloccate. Si garantisce ad Eutelia di poter accedere alle proprie apparecchiature per emergenze.

Il 3 novembre inizia il presidio di Pregnanza Milanese, Torino e Ivrea, il 5 Bari. Seguiranno poi altre sedi. Le maschere bianche di Roma, gli incappucciati di Pregnanza Milanese portano sui media la crisi Agile ex Eutelia. A queste prime immagini succederanno i volti delle persone che rischiano il posto di lavoro. Agile è presente nei media locali e comincia ad apparire su quelli nazionali. La politica, quella di opposizione, accresce progressivamente il suo impegno. Di Pietro scrive una lettera a Gianni Letta, che lo incontra e gli riferisce che l’azienda si è impegnata a pagare gli stipendi entro il 6 ottobre. I pagamenti non saranno fatti. Il 10 alle 5 di mattina Samuele Landi con alcuni dipendenti della security di Eutelia ed oltre dieci guardie giurate fa irruzione nella sede di Roma, circonda i lavoratori intimando di uscire. I lavoratori chiamano la polizia che porta Samuele Landi in questura e fa uscire le guardie giurate. Sono ignoti i reali motivi dell’irruzione.

La vicenda Eutelia arriva sui media nazionali e nelle aule parlamentari. IDV e PD fanno interrogazione parlamentare con risposta immediata del viceministro Romani. Epifani ritiene l’emergenza Agile/Omega un problema prioritario. C’è ormai l’opinione comune che di debba arrivare all’amministrazione straordinaria. Ma l’azienda rifiuta. Il 19 grande manifestazione a Roma del gruppo Omega, compresa Phonemedia; al corteo partecipano Bersani e Di Pietro. La Presidenza del Consiglio nella persona di un rappresentante del sottosegretario Gianni Letta riceve una delegazione, che riferisce che l’azienda ha ancora una posizione di immobilità, non richiederà la legge Marzano e che nel giro di alcuni giorni si auspica di convocare un tavolo.

A seguito delle proteste dei lavoratori Gianni Letta convoca il tavolo per il 26 novembre.

Per i lavoratori non è più possibile che rimanga l’attuale proprietaria, che ha come unico scopo di distruggere Agile e licenziare. L’Amministrazione straordinaria, unica possibilità per la sopravvivenza della società, viene sostenuta formalmente verso il tribunale con centinaia di richieste di lavoratori di stato insolvenza di Agile. Il tribunale di Roma fissa per il 23 dicembre la prima udienza.

Per il 26 novembre i sindacati indicono una manifestazione di Agile e di tutto il gruppo Omega a Roma in concomitanza dell’incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nell’incontro, dove si affronta l’insieme delle problematiche del gruppo Omega, compresa Phonemedia, l’azienda continua a non esprimere indirizzi concreti, linee di sviluppo e a non dire le disponibilità finanziarie. Letta allora chiede all’azienda di pagare gli stipendi entro il 5 dicembre e riprendere l’incontro il 7 dicembre. Inoltre il giorno dopo il Governo in una dichiarazione rivolge un appello ai clienti a rispettare e conservare le commesse e comunica che Letta si è attivato con il Tribunale, sezione fallimentare, per sollecitare l’esame delle istanze presentate dai lavoratori.

Di Pietro, Bersani e Tremonti concordano che l’amministrazione straordinaria sia l’unica soluzione. I lavoratori chiedono ora che vi si arrivi velocemente e che le forze politiche e le istituzioni contribuiscano attivamente e con forza a questo risultato.

Il 2 dicembre la Procura della Repubblica di Milano apre un’inchiesta su Eutelia. Per il momento il fascicolo non ha indagati, né ipotesi di reato, ma è presumibile che i reati ipotizzati siano di carattere societario e borsistico.

L'azienda, come già successo in passato, non rispetta l'impegno preso in sede governativa di pagare le retribuzioni. Letta sposta al 9 dicembre l'incontro, già previsto per il 7. L'azienda però non si presenta ed invia una lettera al Governo, comunicando le dimissioni degli amministratori.

Il sottosegretario Letta ribadisce l’impegno del governo affinché la pubblica amministrazione confermi gli impegni assunti con il gruppo da committenti e fornitori e rivolge un invito che altrettanto facciano le aziende private. Analogo appello il governo, su invito del sindacato, rivolgerà a enti locali e sistema del credito affinché assumano tutte le iniziative tese ad alleviare le condizioni di disagio dei lavoratori.

L’azienda a metà mese riappare e paga gli stipendi di agosto e settembre ad alcune centinaia di dipendenti, quelli che secondo lei “hanno lavorato”. Un’azione deliberatamente provocatoria con il solo obiettivo di creare confusione e divisione tra i lavoratori. Ormai il momento decisivo è l’udienza del Tribunale di Roma del 23, giornata nella quale si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale dei lavoratori.

La lotta si estende progressivamente ad altre aziende del gruppo Omega, la cui situazione è simile a quella di Agile. Sono presidiate le sedi della Answers di Pistoia e di Phonemedia a Novara.

La lotta dei lavoratori di Agile in questi cinquanta giorni ha coinvolto le persone nel territorio, istituzioni, amministrazioni pubbliche, personaggi della cultura, dell’informazione dello spettacolo. Tanti e importanti sono stati gli incontri presso le sedi. Ricordiamo solo la splendida serata che ci ha fatto vivere Dario Fo a Pregnana. La presenza di tutti quelli che si sono avvicinati a noi non è stata di semplice solidarietà, ma ha dato maggior forza a proseguire nella lotta.

Il 23 il tribunale di Roma decide di porre sotto sequestro Agile e di affidarla a tre “custodi”. Viene inoltre fissata per il 17 febbraio un’ulteriore udienza sulla richiesta di amministrazione straordinaria. E’ un primo successo della lotta dei lavoratori. L’azienda è tolta dalle mani di Liori e Massa. I custodi già nella giornata del 24 si recano nella sede romana di Agile, dove convocano Massa per il passaggio di consegne ed iniziano ad esaminare la documentazione. Il 28 sono a Pregnanza Milanese e convocano tutta la prima linea manageriale con l’obiettivo iniziale di raccogliere dati contabili, amministrativi e di cassa, indispensabili per definire un piano d’azione e per far ripartire la società.

I presidi rimangono. I sindacati richiedono ai custodi un incontro in tempi brevi perché in concomitanza con la ripresa completa delle attività si arrivi al pagamento degli stipendi arretrati, al ritiro dei licenziamenti e alla definizione di un piano aziendale, che consenta al tribunale di accordare l’amministrazione straordinaria.

 

Il 7 gennaio i custodi incontrano i sindacati e le rappresentanze delle RSU. Le richieste dei lavoratori sono il pagamento delle retribuzioni arretrate, la sanatoria delle presenze rispetto al periodo di occupazione, il mantenimento delle attuali sedi di lavoro e la chiusura della procedura di mobilità. I custodi hanno risposto che stanno lavorando per ricostruire una situazione amministrativa regolare dell’azienda. Hanno subito ripreso la fatturazione, la gestione del credito e dei flussi di cassa, innanzitutto per pagare gli stipendi arretrati.
Richiedono la ripresa delle attività, facendo presente che stanno operando in base all’istanza che i lavoratori hanno presentato al tribunale.
Oltre all’ipotesi di pagare lo stipendio di agosto entro gennaio, i custodi non danno altre risposte.

Il 13 gennaio il coordinamento nazionale dei delegati si riunisce ed emette un comunicato nel quale le OO.SS e le RSU giudicano positivamente il sequestro dell’azienda, auspicando che nell’udienza del 17 febbraio venga decisa dal giudice l’amministrazione straordinaria. Si afferma inoltre che “pur mantenendo tutte le iniziative di lotta ed i presidi in corso, il Coordinamento nazionale decide di rispondere positivamente alla richiesta dei custodi di poter riprendere le attività aziendali a partire dal rientro dei lavoratori presso le sedi di lavoro.” I presidi rimangono ma è ripristinata l'agibilità aziendale.

Il 14 gennaio il tribunale del lavoro di Roma in base al ricorso ex art.28 promosso da Fiom e Uilm contro Eutelia, Agile e Omega dichiara l’antisindacabilità della condotta di Eutelia ed Agile, in relazione alla cessione del ramo di azienda IT. Il tribunale ha accertato che delle informative obbligatorie che Eutelia doveva fare, una mancava ed un’altra era carente; inoltre Agile non ha partecipato all’incontro del 28/5/2009. Il giudice “ordina alle società convenute la rimozione degli effetti della cessione del ramo d’azienda IT da Eutelia spa ad Agile srl avvenuta in data 15.6.2009”.
Secondo l’interpretazione più accreditata, trattandosi di sentenza di un giudice del lavoro l’effetto principale sarebbe il rientro dei dipendenti Agile in Eutelia, mentre resterebbero in Agile attività, asset, patrimonio ecc.

Il 21 gennaio il Tribunale fallimentare di Roma, informato della sentenza ex art 28 conferma l'operato dei custodi fino all'udienza del 17 Febbraio.
Nell’ultima settimana di gennaio vengono pagati gli stipendi di agosto.

Il 25 gennaio manifestazione nazionale a Roma per chiedere la riapertura del tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo una protesta di alcune ore con blocco del via de Corso, viene fissato un incontro il primo febbraio. In questa riunione, alla quale partecipano Gugliemo Epifani e dirigenti nazionali di Cisl e Uil, le questioni sollevate dai sindacati a Letta riguardano tutto il gruppo Omega. I sindacati lamentano l’esito non positivo dell’azione di Letta verso i clienti di Agile per il mantenimento delle commesse, in particolare quelli della Pubblica Amministrazione. RAI, Poste, Camera dei Deputati hanno interrotto i contratti. Viene deciso di convocare per il 22 febbraio un tavolo istituzionale per Agile allargato a regioni, province ed enti locali sul tema delle commesse e dell’occupazione.
Per la parte call center viene fissato un incontro il 12 al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il 10 febbraio sono pagati gli stipendi di settembre.

Forte è l’attesa dei lavoratori per l’udienza del 17 febbraio. Si intensificano le lotte e le iniziative con il coinvolgimento dell’opinione pubblica e delle forze politiche. Perché ci possa essere un rilancio di Agile è necessario che si arrivi a breve ad una soluzione positiva. A seguito della manifestazione a Roma del 25 gennaio, si svolge il primo febbraio un incontro con il sottosegretario Letta, che si impegna ad aprire un tavolo di confronto istituzionale con le Regioni e gli enti locali per il 22 febbraio per il rilancio della società, subito dopo l’auspicata positiva sentenza del tribunale, mentre per il 23 è previsto un incontro al Ministero del Lavoro.

Il 15 febbraio i custodi nel frattempo convocano i sindacati al Ministero del Lavoro per un esame della situazione Agile, notificano l’apertura di una procedura di Cassa Integrazione Straordinaria e annunciano che ai lavoratori interessati alla CIGS sarà inviata una lettera di sospensione dal servizio. A detta dei custodi, queste decisioni sono state prese su indicazione dello stesso tribunale fallimentare per la necessità di limitare al massimo la situazione debitoria.

Il 24 febbraio arriva una doccia fredda. Il tribunale rinvia la causa a nuova udienza il 31 marzo, a causa della richiesta di concordato preventivo presentata da Omega. Il giudice per una valutazione precisa ha chiesto dettagliata documentazione ad Omega. Viene annullato l’incontro con Letta. Forte è la delusione per il rinvio deciso dal tribunale, ma l’unica strada è intensificare la lotta. La vicenda Agile sta diventando la vertenza italiana più emblematica. I partiti di centro sinistra manifestano in varie occasioni con i lavoratori, la principale delle quali è stata l’assemblea aperta con i parlamentari davanti a Montecitorio.

Prosegue l’iter della CIGS, che si conclude con il non accordo tra la custodia e i sindacati. Viene scritto un verbale di esperita procedura, nel quale i sindacati hanno inserito le proprie ragioni per non aver sottoscritto l’accordo. La richiesta di CIGS è per max 1089 unità per il periodo 16/02/2010 al 15/02/2011. Scarse le rotazioni.

Continuano le acrobazie in Omega, dove viene nominato come nuovo amministratore delegato Domenico Lojucco, che a metà degli anni 90 ricoprì importanti ruoli in Forza Italia.

Per i lavoratori in servizio viene pagato lo stipendio di marzo.

Phonemedia sta seguendo le sorti di Agile. Il 24 febbraio a seguito di richiesta di insolvenza, viene decisa dai tribunali la custodia giudiziaria per le società con sede a Novara e in Calabria.

Arriviamo al 31 marzo, ma per Agile il tribunale di Roma non è ancora in grado di emettere una sentenza. I legali dell’azienda hanno presentato la memoria relativa alla richiesta di concordato preventivo, nella quale tra le varie garanzie economiche veniva indicata una fideiussione della finanziaria Cofiart, che durante l’udienza è emerso che sarebbe indagata per attività di riciclaggio. Anche le prospettive industriali sono aleatorie, basti citare l’ipotesi, ove questo fosse necessario, l’affitto di rami d’azienda di Agile ad una fantomatica società Italycontact.

I legali dei lavoratori chiedono una settimana per esaminare la memoria di Omega e proporne una loro. Neanche l’8 aprile si giunge a sentenza, concedendo il tribunale ad Omega ancora una settimana di tempo.

Finalmente il 20 aprile il tribunale emette la sentenza di insolvenza per Agile. E aperta la strada per l’amministrazione straordinaria. E il 26 aprile stessa sentenza per Phonemedia, il cui commissario è uno dei tre designati per Agile.